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L'angolo tattico: promossi e bocciati PDF Stampa E-mail
lunedì 08 marzo 2010
ImageIl ritorno alla vittoria del Padova è coinciso con una prestazione non del tutto convincente. Fondamentale, tuttavia, era tornare a mettere in cascina i tre punti, che mancavano dallo scorso mese di dicembre. 
 
 
Con il Gallipoli i biancoscudati erano arrivati al bivio: o vincere tornando in corsa per la salvezza, oppure scivolare definitivamente nel baratro senza fondo della retrocessione e di una inevitabile crisi societaria. Al "Via del Mare" era iniziata l'inarrestabile parabola discendente del Padova dopo una carambolesca quanto sfortunata sconfitta contro il Lecce; dopo tre mesi nello stesso impianto sportivo, Bovo e C. hanno posto le basi per una difficile risalita in classifica.
La vittoria contro i salentini di Giannini è stata frutto di un mix tra agonismo, grinta e sofferenza, più che figlia del bel gioco. Vietato, quindi, illudersi e pensare che la crisi sia definitivamente alle spalle, anche perchè i punti che mancano alla salvezza sono ancora tanti. E', però, innegabile che la squadra ha dato chiari segnali di non essere allo sbando, ma ancora viva, e di credere e volere fortemente mantenere la serie B.
Del resto, agonismo, carattere, capacità di soffrire in campo e cinismo sono doti indispensabili per le compagini che vogliono puntare alla salvezza; troppo importanti i tre punti per pretendere anche una prestazione di livello.
 
Di Costanzo ha riproposto un Padova schierato con il 4-4-2; le novità sono rappresentate da Petrassi schierato come terzino destro al posto del febbricitante Darmian, dal ritorno di Faisca al centro della difesa e da quello di Vantaggiato in attacco ad affiancare Soncin; Giannini ha schierato i suoi con il 3-5-2: in avanti l'ex Volpato. L'inizio della gara è stato soporifero fino al vantaggio del Padova, merito di una bella punizione calciata da Patrascu da sinistra, sulla quale è intervenuto con tempismo Cuffa per il tapin vincente. Dopo essere andati in svantaggio, i padroni di casa sono passati al 3-4-3, con l'avanzamento di Mounard ad affiancare in attacco Volpato e Di Carmine, ma il Padova ha continuato a gestire senza particolari problemi il match; la gara ha vissuto fasi di gioco frammentato, ma ai biancoscudati andava bene così, visto anche che il Gallipoli in attacco era sterile, mentre Bovo sfiorava il raddoppio.
Anche la ripresa ha visto il Padova gestire bene la palla, capace al contempo di rendersi pericoloso in contropiede: prima Vantaggiato ha mancato di pochissimo il tocco vincente sotto porta, su cross di Renzetti, poi lo stesso attaccante granata è sceso ottimamente sul fondo per servire rasoterra Soncin, che ha segnato il più facile dei gol all'altezza della linea di porta.
Purtroppo, come ad Ancona, il doppio vantaggio non è bastato al Padova per congelare il match, in quanto l'ex Volpato ha punito la solita distrazione difensiva dei biancoscudati e ha riaperto i giochi, tanto più che Trevisan si è fatto ingenuamente espellere per una evitabile doppia ammonizione; in inferiorità numerica, contro un avversario ringalluzzito e che si è spinto sempre più in attacco alla ricerca del pareggio, il Padova, se da un lato ha arretrato troppo il baricentro asserragliandosi in una strenua difesa della propria area, dall'altro ha messo in campo quella grinta, quel carattere e quella voglia di fare risultato che in passato erano colpevolmente mancate. A rendere ancora più difficile la vita ai biancoscudati si è messa anche la sfortuna: Soncin costretto ad uscire per una pallonata ricevuta, poi Mirco Gasparetto, subentrato a Vantaggiato, è andato Ko per una brutta caduta (sostituito da Morosini).
Andrea Cano, con una prodigiosa parata su tiro ravvicinato di Della Penna, ha salvato il risultato e, dopo un finale da brividi, il Padova ha potuto festeggiare una vittoria fondamentale per il suo futuro.
 
In  luce
Sugli scudi Cano, autore di una grande parata che ha evitato un pareggio che sembrava ormai scritto. Ottime prove in mezzo al campo di Bovo e Cuffa, che hanno corso tanto e bene per tutta la gara. Se Bovo ha solo sfiorato la rete, l'argentino ha invece potuto esultare sfruttando l'assist di Patrascu.
Positiva la prova di Vantaggiato, che prima ha mancato per un soffio la deviazione vincente, poi è riuscito a servire l'assist decisivo per il gol di Soncin, dopo una perentoria discesa sulla fascia sinistra.
 
In ombra
Trevisan ha commesso la grave ingenuità di toccare la palla con la mano al limite della propria area, facendosi espellere e lasciando i compagni in dieci nella fase decisiva del match. Continua a non convincere Italiano, mentre la facile rete non salva dall'insufficienza Soncin, ancora lontano da livelli di rendimento accettabili.
 
Massimiliano Ferrati - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 

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